Cover by LAL Antony

Un attimo. Il tempo è fermo. Un respiro nella mia vita

È un piacere ritrovarsi in questo spazio, per la seconda volta, dopo la pubblicazione dell’articolo intitolato “La Musica che “parla e racconta” su la mia canzone “Queen Bee”. Oggi, vi racconto di com’è nato il brano musicale “Lady X” e l’episodio della mia vita che ha ispirato la sua composizione.

Wait. Time is running out. A breath in my life. – “Storia dell’incontro”

Una sera d’estate, ero seduto al tavolo di un pub. Vicino al bancone si consumava un addio al nubilato. Vi era un folto gruppo di donne. La musica di sottofondo e le danze scatenate e frenetiche degli astanti, unite al tintinnio dei bicchieri innalzati per un brindisi di pura felicità, si scontrava con il mio stato d’animo del momento. In fondo, tutta quella felicità non mi riguardava. Io ero solo andato in quel posto per staccare dalla routine quotidiana. I mie pensieri vagavano e mi riportavano alle tante emozioni negative vissute durante la giornata. Il mio essere triste e malinconico, veniva allietato dalla felicità e da quella leggiadra confusione che mi circondava, quasi come se fosse un analgesico per i dolori del mio spirito.

Battevo sul tavolo le dita della mano destra, emulando una scala discendente di un pianoforte, mentre gustavo una bibita analcolica e, ad un tratto, si avvicinò una donna distinta ed elegante; << È libero questo posto? >> furono le parole che pronunciò; << Certo, si accomodi >> risposi con tono distaccato. Rimasi basito e stupito dalla presenza di questa donna. Fui incuriosito e mi chiedevo cosa stesse facendo lì e quale fosse la ragione per cui divideva il mio stesso tavolo, mentre io ero assorto nei miei pensieri. La mia attenzione fu rivolta completamente alla sua figura e non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso.

Dopo un continuo scambio di sguardi, lei mi rivolse la parola e la nostra conversazione proseguì per ore.  Non sentivo più quel malessere interiore che poc’anzi divorava il mio animo. La sua presenza mi aveva incantato, ero preso nella sua Aura, che mi aveva letteralmente catturato. Il suo incantesimo portava via tutto il mio dolore e, pian piano, sentivo emergere dall’interno un forte desiderio di esprimere tutto quello che provavo, che si arrestava sulle mie labbra.

Mentre consumavamo un pasto frugale a base di verdure, accompagnato da una bevanda al limone e spezie, conversavamo su storie di fatti accaduti e una risata dopo l’altra, si fece tardi. Il locale stava per chiudere. I camerieri sbarazzavano i tavoli e raccoglievano dal pavimento i cocci dei bicchieri rotti durante l’euforia dei festeggiamenti, segnando inequivocabilmente la fine della serata.

In un istante, lei si alzò. Stava per andar via. Alzandomi, per istinto le presi la mano e lei si fermò. Volevo ringraziarla della bellissima serata e salutarla. Si voltò e per un momento i suoi occhi incontrarono i miei, ma il mio stupore fu tanto quando le sue labbra si avvicinarono alle mie, un tenero bacio e andò via. La seguii con lo sguardo fino alla porta del locale e, un attimo dopo la sua uscita, mi ricordai che non ci eravamo presentati e i nostri nomi erano a noi estranei. Da quel momento decisi di chiamarla “Lady X” e di descrivere tutto l’accaduto e le emozioni trasmesse e vissute nel mio brano.

LAL Antony · Lady X