Sintomi del Covid-19, come riconoscerli e cosa fare

Tosse, febbre, raffreddore e mal di gola sono tutti sintomi che potrebbero essere riconducibili al Covid-19, ma come capire se si tratta di influenza o di Covid-19? Cosa fare se si risulta positivi al coronavirus?

Ormai la stagione fredda è iniziata e la reperibilità del vaccino antinfluenzale non è ancora sufficiente, nonostante la maggiore quantità di dosi acquistata dal Governo, parliamo di 2 milioni contro le 800 mila del 2019.

A rendere più complicata la situazione c’è anche la gestione difficile dei tracciamenti e dei ricoveri per Covid-19 che si va ad aggiungere all’emergenza annuale dell’influenza stagionale.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di distinguere quali sono i sintomi del Covid-19 e quali quelli dell’influenza.

Sintomi principali del Covid-19

  • febbre ≥ 37,5°C e brividi
  • tosse di recente comparsa
  • difficoltà respiratorie
  • perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)
  • raffreddore o naso che cola
  • mal di gola
  • diarrea

I sintomi dell’influenza stagionale sono, almeno nella fase iniziale, molto simili a quelli di altre infezioni respiratorie. In Italia, secondo quanto indicato dall’ISS e da un recente studio sui casi italiani di Coronavirus, la combinazione iniziale più comune per il Covid-19 è la febbre accompagnata da difficoltà respiratorie.

Come distinguere i sintomi dall’influenza

I sintomi dell’influenza e quelli del Covid-19 sono molto simili, per questo motivo bisogna immediatamente rivolgersi al proprio medico di base che può fare una anamnesi e decidere come intervenire. Per avere una distinzione effettiva bisogna sottoporsi al test molecolare (o PCR) da eseguirsi su tampone rino-faringeo che evidenzia la presenza di materiale genetico (RNA) del virus.

Come comportarsi se si hanno uno o più di questi sintomi comuni?

Come prima cosa è necessario contattare il medico di famiglia che farà un triage telefonico, una serie di domande che gli permetteranno di capire meglio la situazione e fare una prima diagnosi. In caso di sintomi lievi, il medico consiglia l’isolamento in casa per verificare l’evoluzione della situazione. Se i sintomi continuano a persistere, o il quadro clinico peggiora o fin da subito ci sono i motivi di sospettare un’infezione da SARS-CoV-2, il medico invia la notifica all’ASL per fare il tampone.

Differenza tra quarantena ed isolamento

Sentiamo spesso questi due termini e a volte li utilizziamo scambiandoli tra loro, ma in realtà sono due cose diverse. La quarantena è il periodo di isolamento ed osservazione di una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso di positività al SARS-CoV-2. L’obiettivo è monitorare i sintomi ed, eventualmente, identificare subito un nuovo eventuale caso.

Chi è posto in quarantena non può uscire di casa, deve monitorare il suo stato di salute e seguire tutte le indicazioni igienico-sanitarie previste dalla relativa norma vigente.

L’isolamento, invece, è la separazione delle persone positive da quelle sane per prevenire la diffusione del virus durante il periodo di trasmissibilità. La persona in isolamento, anche se asintomatica, sarà monitorata dal medico di famiglia o dagli operatori/sanitari dell’ASL di competenza.

Che differenza c’è tra il coronavirus (SARS-CoV-2) ed il Covid-19?

Molti giornalisti e anche molti addetti ai lavori quando comunicano il numero dei casi di positività, spesso interscambiano il nome dell’infezione con quello della malattia. In medicina si fa riferimento ad un’infezione virale quando un agente infettivo, in questo caso un virus appartenente alla famiglia dei coronavirus, invade un organismo ospite e si moltiplica.

L’agente virale responsabile dell’infezione non è detto che determini l’insorgenza dei sintomi e lo sviluppo della malattia, e questo può dipendere sia dalla carica virale dell’agente infettivo, e sia dal sistema di difesa dell’organismo ospite, come nel caso del nostro sistema immunitario.

Ogni persona, infatti, può attivare una diversa risposta alle infezioni, proprio in virtù del sistema immunitario in grado di neutralizzare gli attacchi dei microrganismi. Gli studi epidemiologici hanno evidenziato che una buona parte della popolazione non sviluppa i sintomi della malattia.

Quindi per fare un po’ di chiarezza parleremo di Covid-19 quando vogliamo riferirci alla malattia conclamata con i sintomi, invece, utilizzeremo il nome SARS-CoV-2 per definire l’infezione da nuovo coronavirus.

Differenza tra asintomatici e paucisintomatici

Una persona asintomatica è positiva all’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 ma non ha alcun sintomo della malattia Covid-19. Quando, invece, presenta sintomi lievi, quali un raffreddore o un malessere generalizzato confondibile con altre forme virali, si definisce paucisintomatica.

È importante ricordare che gli asintomatici sono contagiosi e potenzialmente più pericolosi, in quanto, risultando privi di sintomi, sfuggono al tracciamento dei casi e, quindi, potrebbero contribuire alla trasmissione del virus in misura maggiore rispetto ai sintomatici, entrati, invece, nel programma di sorveglianza sanitaria.

Sul sito ufficiale del Ministero della Salute, potete trovare tutte le informazioni riguardanti il nuovo coronavirus, SARS-CoV-2.