L’impatto della DAD sui ragazzi

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha messo a dura prova gli studenti che hanno dovuto adeguarsi a periodi molto lunghi di didattica a distanza (DAD).

Anche se la DAD offre opportunità importanti per i ragazzi che non possono frequentare la scuola a causa del Covid-19, le conseguenze psicologiche che gli studenti potrebbero riportare non sono da sottovalutare. L’isolamento forzato e la didattica a distanza hanno un impatto significativo sugli adolescenti, il momento della scuola e lo stare con i compagni di classe è un’esperienza fondamentale e di crescita dal punto di vista dell’identità sociale.

La DAD ha tagliato il legame fisico con la classe e ha portato alcuni ragazzi a sperimentare la solitudine. Le relazioni online, diverse da quelle dal vivo, alla lunga, possono provocare disorientamento e disagio.

Con la didattica a distanza non è possibile creare una solida relazione docente/studente e, allo stesso modo, neppure una relazione di classe, utile come supporto all’attività didattica.

Il disagio psicologico da DAD è un problema reale che spesso i genitori e gli adulti tendono a sottovalutare e, in alcuni casi, ad ignorare. Cerchiamo di capirne di più.

Disagio psicologico nei ragazzi: i segnali per riconoscerlo

Sono due i comportamenti più frequenti che si possono presentare in caso di disagio psicologico da DAD: l’isolamento sociale e le troppe ore passate con dispositivi tecnologici.

Nel primo caso, l’adolescente rifiuta di uscire e di incontrarsi con gli amici, si chiude completamente in se stesso ed in casa. Nel secondo caso, difronte ad una situazione difficile o complessa, potrebbe adottare un comportamento di evitamento: preferirà rifugiarsi nel mondo digitale, interagendo con la tecnologia, piuttosto di relazionarsi nel mondo reale ed affrontare la quotidianità.

Come aiutare i ragazzi ad affrontare la didattica a distanza

È possibile aiutare i ragazzi ad affrontare meglio la didattica a distanza fornendo alcuni consigli pratici. Il primo è quello di trasferire loro l’idea che la DAD è una didattica formale e che, pertanto, dovranno prepararsi esattamente come quando vanno a scuola.

Bisognerebbe che indossino degli indumenti consoni e che accendano la webcam, in modo da permettere ai docenti e ai compagni di classe di creare un legame. Inoltre, è opportuno, se le condizioni ambientali lo consentono, che seguano la DAD in un luogo privo di distrazioni.

È necessario evitare, infatti, che la didattica a distanza diventi una delle tante cose da fare all’interno di una routine quotidiana già limitata e compromessa dal virus. Dovrà essere un momento formativo formale, serio ed inclusivo, che è opportuno vivano con la medesima preparazione ed il costante impegno messi durante la vita in classe.

3 domande per capire se tuo figlio sta vivendo un disagio psicologico

Per capire se tuo figlio vive un disagio psicologico da DAD, osserva i suoi comportamenti e le sue abitudini e fatti alcune domande.

1. Emotivamente, hai notato un cambiamento rispetto a prima?

Anche se non utilizza la comunicazione verbale, osservandolo, è possibile notare se sta vivendo uno stato di disagio, ansia, stress e, nei casi più gravi, depressione. Un cambiamento potrebbe manifestarsi nelle abitudini, con una limitazione delle attività che faceva prima, ed emotivamente, con la comparsa di noia ed apatia.

2. Quante ore usa la tecnologia dopo la DAD?

Se dopo la DAD, tuo figlio trascorre molte ore al PC o con altri dispositivi digitali, proponigli attività alternative che lo coinvolgano e gli consentano di prendersi una pausa dalla tecnologia.

3. Incontra altre persone? Esce?

Se non esce, non socializza e si relaziona esclusivamente online, questo è un segnale di disagio molto importante da non sottovalutare.

A chi rivolgersi in caso di disagio psicologico?

Se tuo figlio sta vivendo un disagio psicologico, puoi rivolgerti ad uno psicologo e, nel caso la situazione risulti molto più complessa (stress e depressione), ad uno psicoterapeuta.

L’auspicio per l’imminente avvio dell’anno scolastico è che sia i ragazzi, sia i docenti possano rientrare tutti in presenza per tornare a vivere un po’ di “normalità”.

Raffaele Convertino

Counselor della Riprogrammazione Esistenziale

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