Cos’è la dipendenza dai social e cosa fare per uscirne

L’utilizzo eccessivo dei social media può portare a quella che viene definita “dipendenza dai social” che rientra all’interno della dipendenza da internet, conosciuta con il termine inglese Internet Addiction Disorder (IAD).

Parliamo di un disturbo del controllo degli impulsi, lo stesso che avviene quando si assumono delle sostanze.

L’attività compulsiva è alimentata da meccanismi psicologici e neurologici che si trovano alla base del piacere, dell’autostima e della soddisfazione.

Proprio come accade per altre dipendenze, anche in quella di internet, è possibile osservare fenomeni di tolleranza, astinenza e craving.

  • Tolleranza: bisogno di aumentare progressivamente il tempo che si trascorre sui social e in rete
  • Astinenza: disagio emotivo in seguito all’interruzione improvvisa dell’uso di internet
  • Craving: bisogno compulsivo e necessità di collegarsi in rete.

Alcuni recenti studi hanno evidenziato che gli utenti tra i 12 e i 25 anni sono quelli più predisposti ad avere disturbi legati all’uso eccessivo di internet e dei social media. Ma è una dipendenza che coinvolge anche gli adulti.

Attualmente, la IAD ancora non è stata inserita nel DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

Sintomi della dipendenza da social network (IAD)

Quando si innesca il meccanismo che sta dietro alla dipendenza da internet, la persona inizia a modificare in modo drastico il proprio stile di vita.

Internet diventa l’interesse primario e le altre attività perdono di significato, spingendo lentamente il soggetto coinvolto ad adottare comportamenti disfunzionali come l’evitamento, pur di restare connesso in rete.

Possono verificarsi, inoltre, mancanza di riposo e la privazione del sonno funzionali a poter trascorrere più ore sui social, così come la riduzione degli spazi e del tempo della socializzazione.

Ancora, altri sintomi sono il forte desiderio di stare tanto più tempo al pc/cellulare; l’incapacità di gestire e controllare il tempo di utilizzo dei social; irritazione, nervosismo e ansia, se si prova a ridurre l’uso della rete.

Totale abbandono di attività o forme di intrattenimento; negazione del problema; scarso rendimento nello studio e nel lavoro.

Possono verificarsi, inoltre, disturbi psicofisici come tachicardia, confusione, astenia, stanchezza, problemi della vista, depressione, ansia, attacchi di panico e dolori muscolari.

In relazione all’uso specifico dei social network si può riscontrare anche una certa ossessione per la propria immagine social e la paura di essere tagliati fuori.

Come prevenire la dipendenza dai social media

Una buona conoscenza del problema aiuta, certamente, a comprendere quali sono i pericoli e i rischi legati all’uso della rete.

Riguardo alla dipendenza dai social riscontrabile tra i ragazzi, i genitori hanno un ruolo importante per mitigare il fenomeno. Possono, infatti, preparare i ragazzi all’uso consapevole di internet.

Prima dell’adolescenza è opportuno che i ragazzi siano affiancati durante l’utilizzo della rete e dei device, affinché possano sviluppare un atteggiamento critico e consapevole nella gestione delle informazioni e dei messaggi veicolati sui social e del tempo impiegato per la connessione.

Qualunque sia la loro età, comunque, è fondamentale che siano stabilite delle regole condivise riguardo agli orari e ai tempi di utilizzo di internet e dei social, il tipo di informazioni consultabili in rete e i siti vietati, oltre a mantenere aperto un dialogo costante sull’argomento.

Come uscire dalla dipendenza dai social e da internet?

Guarire dalla dipendenza è possibile. Il primo passo è riconoscere di avere un problema. Il secondo è iniziare un cambio di abitudini monitorando i progressi ottenuti.

È fondamentale:

iniziare una riduzione delle ore impiegate sui social;

riannodare relazioni reali con i propri amici;

riprendere l’attività sportiva o le attività ludiche in cui è richiesta la partecipazione dal vivo.

Se nonostante queste azioni si continua ad avvertire un forte bisogno compulsivo di utilizzare internet e i social, si rende necessario rivolgersi ad un professionista della relazione d’aiuto come lo psicologo e nei casi più gravi lo psicoterapeuta. Quest’ultimo, infatti, è il solo che può accompagnare la persona in un percorso di psicoterapia.

Molto utili sono anche i gruppi di Auto Mutuo Aiuto condotti da psicoterapeuti in cui si ha la possibilità di confrontarsi con altre persone che vivono lo stesso problema.

Raffaele Convertino

Counselor della Riprogrammazione Esistenziale

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